Tagliolini al limone, cavolfiore e mandorle (ricetta ispirata al vino Campofiorin di Masi)

DSC_1000DSC_0958DSC_0973DSC_0985

Non so per quale ragione fare la pasta all’uovo abbia su di me lo stesso effetto che dovrebbe avere il suono di una campana tibetana, ascoltata in silenzio con le gambe incrociate in posizione di loto in mezzo a nuvole di incensi. Sarà che sono ciociara e forse mi vengono in mente i momenti in cui da bambina contemplavo rapita mia nonna e mia madre esercitare quella sorta di danza delle braccia e dei fianchi che è l’arte di fare la pasta all’uovo, dell’”ammassare” come si dice dalle mie parti. Aspettavo con ansia il passaggio del testimone, il momento in cui anch’io avrei preparato una sfoglia perfetta. Ma i primi tentativi, lungi dall’essere una danza di fianchi suadente, si rivelarono fallimenti, buchi nell’acqua, o meglio, nella pasta, se mi perdonate la pessima battuta. Era un’arte che ogni donna, degna di essere chiamata tale, dalle mie parti, fino a non troppi anni fa, avrebbe dovuto padroneggiare, un qualcosa in più, un qualcosa capace di far distinguere le donne in gamba da quelle che “non toccano l’acqua per non rovinarsi le unghie”(citazione gentilmente concessa da mia madre). Per molti anni sono stata convinta di aver totalmente cancellato questi valori un po’ arcaici e primitivi dal mio modo di essere, solo che ogni volta che ho ospiti e mi ritrovo con le mani in pasta e una lista infinita di cose da preparare, mi rendo conto che il passaggio di quel testimone è avvenuto, che io lo voglia o no, nonostante le mie idee moderniste, i tatuaggi, lo smalto nero e il pearcing nel naso. Ospitare è coccolare un ospite, trattarlo come un re, offrirgli quello che di meglio puoi offrirgli, mentirei se vi dicessi che non mi stupisco ogni volta che mi capita di essere ospite a una cena in cui l’unico pasto è tortellini Giovanni Rana con la panna. Lo ammetto, mia madre ha colpito, uno a zero per lei e meno male che non legge il mio blog, avendo panni da stendere, camicie da stirare, pasta all’uovo da preparare, altrimenti ghignerebbe soddisfatta davanti a questi tagliolini (dalle mie parti li chiamiamo “fini fini”)

TAGLIOLINI AL LIMONE, CAVOLFIORE E MANDORLE

I tagliolini con limone, cavolfiore arrosto e mandorle tostate, sono un piatto leggero, vegetariano e dal sapore delicato, facile e veloce da realizzare, profumatissimo. Per rendere questo primo piatto ancora più genuino e speciale, perfetto per la domenica, preparate la pasta all’uovo in casa e accompagnatelo con un vino ricco ed intenso, ben bilanciato con sentori di frutta come il Campofiorin di Masi.

Tempo di preparazione: 1 ora e 30

Ricetta vegetariana

Ingredienti per 4 persone

Per la pasta all’uovo:

3 uova

200 g di farina 00

100 g di semola

Per il condimento:

1 cavolfiore

1 limone biologico

40 g di burro

3 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

30 g di mandorle tostate

sale

pepe

Preparate la pasta all’uovo: disponete su una spianatoia la farina e la semola a fontana e ponete al centro le uova. Con una forchetta sbattetele leggermente, poi iniziate ad incorporare la farina circostante. Iniziate quindi ad impastare con energia la pasta all’uovo con le mani fino ad ottenere una consistenza omogenea e liscia. Lasciate la pasta riposare in un luogo fresco per 30 minuti. Dividete il cavolfiore in piccole cime, eliminando le parti di gambo più dure, lavatelo accuratamente in acqua fredda. Disponete il cavolfiore su una teglia ricoperta di carta forno, conditelo con sale, olio e pepe e cuocetelo in forno preriscaldato a 190° per circa 25 minuti.

Prendete la pasta e dividetela in parti uguali, poi stendetela con la macchina per la pasta fino a raggiungere dei rettangoli dello spessore di circa 2 mm, cospargeteli con della farina e disponeteli su un piano infarinato. Passate quindi ciascun rettangolo nella macchina della pasta a cui avrete applicato l’apposita trafila adatta al formato dei tagliolini. Se non disponete della macchina per la pasta, stendete l’intero impasto con l’aiuto del matterello al medesimo spessore di 2 mm, arrotolate la sfoglia di pasta ottenuta su se stessa e tagliate con il coltello striscioline di circa 2 mm. Realizzati i tagliolini, infarinateli affinché non si incollino tra loro e lasciateli seccare leggermente su un piano di lavoro o su un largo vassoio infarinato. Mettete a bollire una capiente pentola piena di acqua salata, nel frattempo grattate la scorza del limone, prestando attenzione a non prelevare anche la parte bianca amarognola e spremetene il succo. In un tegame scaldate il burro a fiamma dolce, aggiugete la scorza e il succo di limone. Scolate la pasta al dente e versatela nel tegame con burro e limone, aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta, cavolfiori arrostiti e mandorle tostate, mescolate accuratamente e servite.

DSC_0915DSC_0918DSC_0933DSC_0936DSC_0947DSC_0951DSC_0966DSC_0998DSC_1001

Comments

  1. says

    Che meraviglia! Per una che adora il giallo, come me, questo piatto suscita più emozioni di un bellissimo quadro. Il limone e la mandorla inoltre per una siciliana quale io sono sono l’essenza della cucina.

  2. says

    Ci sono cose per cui prenderei dall’armadio il cappotto con le ali per fiondarmi subito da qualche parte… ecco, adesso verrei da te, ma solo se mi prometti che è avanzato un piatto e che non togli il set finchè anch’io possa farti della foto! 🙂

    • fotogrammidizucchero says

      Fra ho un vassoio di tagliolini messi a seccare per eventuali ospiti speciali 🙂 Il resto si prepara in pochissimo tempo, mentre si chiacchiera 😉

  3. says

    Stupende queste foto Antonella!!! E concordo con tutto quello che hai detto nell’incipit… Detto questo, quando posso averne un bel piatto?! 😀
    Baci,
    Alessia!

  4. says

    Passaggio del testimone riuscito alla perfezione.
    E concordo con le tue parole: invitare a cena per coccolare ed ospitare… Bellissimo.
    Come lo sono i tuoi magnifici tagliolini.
    Bravissima

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *